La proposta di legge 2692, oggi in Commissione Giustizia della Camera, e diretta alla modifica della disciplina del condominio negli edifici rappresenta, forse, qualcosa di più pericoloso ed infido della solita proposta pre-elettorale a favore delle camere di Commercio e dei vari enti di certificazione.

Come ha avuto occasione di ipotizzare il vice presidente Alac di Genova (appartenente al nostro ufficio), Paolo Pisana, i promotori (o, meglio, promotrici) del progetto di legge provengono da città ove si sono affermate grosse società di amministrazioni che, l’attuale proposta, potrebbe avvantaggiare parecchio, rendendo possibile l’attività di amministratore solo a chi oggi possa disporre di potenti mezzi al fine di garantire determinati requisiti.
Non può sfuggire come, negli ultimi anni, le professioni vengano abbandonate, soprattutto dai giovani per cui si rischia, nei prossimi anni, di trovarsi di fronte ad una penuria di professionisti visto che, l’eccedenza attuale, è un fenomeno temporaneo destinato ad esaurirsi (come è avvenuto per i medici) nel giro dei prossimi dieci, quindici anni, ma con effetti già nel prossimo quinquennio.
La sostituzione, peraltro, dei singoli professionisti, con grosse società di gestione immobiliare potrebbe fare da tramite all’ingresso di grossi investitori nella proprietà immobiliare investitori che, approfittando dello stato di difficoltà dei piccoli proprietari nelle ristrutturazioni, potrebbero sostituirli ricostruendo interi quartieri, rendendoli appetibili ad investitori ed utilizzatori stranieri o, comunque, esterni.
Quindi: grosse società di gestione, con molti mezzi, grandi investitori, la grossa proprietà che ritorna e sostituisce i residenti, che saranno costretti a locazioni costose e confinati in situazioni ancor più disagiate.
Il 17 dicembre dell’anno passato Marina Gatto ha rappresentato l’Alac in Parlamento, contro l’attuale proposta di legge; quest’anno altri delle sedi Alac parteciperanno ai tavoli di discussione per scongiurare l’approvazione del progetto di legge.
Paolo Gatto
